giovedì 28 febbraio 2008

Intervista al soprano Patrizia Morandini



GigioMP : Maestra Morandini, Lei canta ed insegna ( Tiene MasterClass in svariati paesi, dall'Italia alla Romania, all'America Latina ) in tutto il mondo. Quanto è stato difficile iniziare a cantare ? Ha trovato più aiuti o ostacoli ?


Patrizia Morandini : Iniziare, incredibilmente non è stato troppo difficile. Mentre studiavo in conservatorio, hanno fatto il mio nome per il ruolo di Polly in “Un’Opera da Tre Soldi” di Brecht, e successivamente per l’Elektra di Strauss al Comunale di Firenze. Poi, grazie ad un amico che conosceva il maestro del coro al Municipal di Rio, ho avuto il numero telefonico del direttore artistico che era Fernando Bicudo, il quale mi fece un’audizione privata e mi offrì subito il personaggio di Euridice nell’Orfero di Gluck: nella stessa stagione, cantava Domingo e Mehta dirigeva…Poi, tutto il resto è venuto da se. Una cosa ha tirato l’altra, ho fatto anche le mie belle audizioni, molte non sono andate bene, molte altre si.. Ostacoli? Forse, ma in parte anche perché ho iniziato davvero molto giovane, e la voce ha avuto bisogno di maturare. Certo, la cosa curiosa è che gli aiuti son venuti da persone anche lontane, magari semplici conoscenti, e dagli amici meno..


GigioMP : Trova che l'entusiasmo dei giovani artisti italiani sia uguale a quello di chi viene dall'estero, per studiare con lei, o c'è più amore per la nostra Arte da parte di questi ultimi ?


Patrizia Morandini : L’entusiasmo c’è da tutte le parti. Forse gli stranieri che arrivano da me, sono più motivati perché devono fare delle scelte definitive anche per quello che riguarda la residenza. Alcuni devono affrontare l’odissea dei visti e permessi di soggiorno, e quindi trovarsi un lavoro, una casa..scelte di vita, lontani dalle famiglie, imparare una nuova lingua. Insomma, per decidersi ad affrontare tutti questi problemi ci deve essere sotto molta volontà, e questa è già una selezione naturale. Gli italiani hanno molto nel loro DNA, e in parte possono sentirsi meno stimolati.. invece credo che i nostri giovani abbiano il bisogno di capire quanto sono fortunati a vivere con la bellezza attorno, a gioire di questo non prendendolo per scontato, ma proprio perché così fortunati, dovrebbero pensare di avere delle responsabilità in più nei confronti dell’ Arte, del proprio passato.. E tutto questo, con moltissima umiltà.


GigioMP : Quanto conta per Lei il contatto con i giovani cantanti? Esiste una "paura che le rubino il mestiere" ?

Patrizia Morandini : Conta moltissimo. I ragazzi sono belli pieni di entusiasmo e di calore. Sono il futuro dell’Opera Lirica, che senza di loro morirebbe, ed allora dobbiamo darci da fare per coltivare giovani voci per far si che questo sogno continui. La musica non è come un bel quadro, che lo puoi rimirare continuamente, ma ha bisogno dell’esecutore, che “crei” di nuovo il Miracolo. Per questo motivo, non ho nessuna paura che mi rubino il mestiere, anzi, sono io che lo elargisco con tutti i segreti che conosco. Il nostro è un cammino che facciamo assieme, per raggiundere la loro voce. Una specie di pellegrinaggio medievale lungo il quale, in fondo, la strada percorsa è più importante della meta.


GigioMP : Nei giovani allievi di oggi ( generalizzando ovviamente ) vede l'entusiasmo e l'amore per l'Opera che aveva quando ha iniziato ? Ovvero, c'è un filo che lega un artista affermato come Lei ad un giovane agli inizi ?

Patrizia Morandini : Adesso abbiamo internet, e con internet ed i siti di Opera Lirica, l’artista non è più quell’entità irragiungibile che era quando ho iniziato io. Questo è un bene, ed anche un male. Una bene perché i giovani hanno la possibilità di avvicinarsi e chiedere di farsi ascoltare, ed un male perché a volte la confidenza può essere mal interpretata, e si possono creare situazioni spiacevoli. Comunque, io ho verso i giovani di adesso moltissimo affetto, perché gli ostacoli sono molti, come molta è la concorrenza.


GigioMP : Se dovesse consigliare una strada ad un giovane alle prime esperienze, quale sarebbe il percorso formativo, dopo il conservatorio ? ( per esempio : cori; audizioni; concerti; concorsi; MasterClass...)

Patrizia Morandini : Purtroppo , il vero studio inizia dopo il Conservatorio ( è sempre stato così, e non è un male solo italiano ). A parte alcuni casi straordinari, i Conservatori non hanno dei bravi maestri, per cui la prima cosa da fare, è iniziare la ricerca di un buon tecnico, poi farei tutto ciò che è possibile fare, come esperienze, dai MasterClass, ai concorsi, alle audizioni, che sono utilissimi per farsi conoscere. Spero anche il Maestro può consigliare cosa è più opportuno fare.


GigioMP : Esistono differenti scuole di pensiero riguardo all'impiego della tecnica del canto sul palco. C'è chi pensa che sia tutto e solo tecnica, e che non si debba lasciare nulla al sentimento, e chi invece pensa che una volta imparata bene la tecnica bisogna "lasciarsi andare". Lei che cosa ne pensa ?

Patrizia Morandini : No, lasciarsi andare, mai. La tecnica è basilare e indispensabile per poter cantare ed essere padroni della propria voce. L’niterpretazione ed il sentimento sono dentro la parola; se si canta esattamente “dentro” la musica, dentro la sua esatta metrica, la frase nascerà come fosse pensata in quel momento. Solo così si può raggiundere una verità interpretativa che emoziona davvero. Questo, naturalmente, secondo il mio giudizio.


GigioMP : Qual'è, se c'è, un ruolo che non ha mai cantato e vorrebbe cantare ? E quello che non canterebbe mai ( perchè proprio non le piace... ) ?

Patrizia Morandini : Non ho mai fatto in scena la Manon Lescaut, e mi piacerebbe molto, così come amerei cantare Lady Macbeth, mentre anche pensandoci, non c’è un ruolo che non canterei. Ognuno di essi è una scoperta a se, ed io amo anche mettermi alla prova. Anche se ciò può far nascere delle critiche, non importa, anzi : la discussione è vita !


GigioMP : Una domanda "alla Marzullo"... qual'è il Suo sogno nel cassetto ?

Patrizia Morandini : Incredibile!! Ci ho pensato molto e.. non ho sogni nel cassetto. Ho imparato a vivere il presente con gioia e determinazione. Spesso la vita ci indica delle strade, e noi nella nostra cieca ambizione non le vediamo. E’ importante imparare a vivere le piccole cose e a leggere la nostra vita. Le cose giuste accadono al momento giusto.


GigioMP :Con tutti i suoi molteplici impegni, le rimane del tempo da dedicare a se stessa ed alla Sua famiglia? E quali sono i suoi hobby, se ce ne sono ?


Patrizia Morandini : La mia famiglia viene prima di tutto. Ho la fortuna di avere un compagno di vita che lavora insieme a me, nell’organizzazione dei corsi che tengo e nei miei impegni teatrali, e questo fa si che si possa stare sempre insieme. Poi, appena mi è possibile, porto mia figlia con me.Essendo io curiosa, il mio maggiore hobby è internet… una finestra sul mondo.


GigioMP : Ascolta anche musica leggera? Se si, quali sono i suoi cantanti preferiti ?

Patrizia Morandini : Ascolto poca musica leggera, anche se qualche nome circola, visto che ho una figlia adolescente. A me piace la musica popolare brasiliana, Cico Buarque, Cida Moreira, Caetano Veloso eccetera.


GigioMP :Per concludere: i suoi prossimi impegni, sia da cantante che da docente.. ?


Patrizia Morandini : Il Primo di Marzo sarò a Rivoli per un concerto cameristico sulla musica classica Sudamericana. Dal 14 al 23 Marxo ci sarà una MasterClass ( per contatti info@patriziamorandini.com ), ed un’altra sarà a Maggio, dal 16 al 25. Poi corsi in Romania, in Spagna e in Brasile il debutto di Suor Angelica, e poi altre cose da definire.


GigioMP : Grazie alla Maestra Patrizia Morandini, ed un grosso in bocca al lupo.



GigioMP

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